Matteo B Blog

Il quaderno dei pensierini di Matteo B. Bianchi
lunedì, 27 novembre 2006

CHER READING PER TE

Qualche notizia in più sul libro, considerate anche le tante curiosità che ha suscitato: si tratta di un racconto breve, di una quarantina di pagine, uscirà in libreria la prima settimana di dicembre e costerà 5 euro.  

Lo presenterò con due letture integrali: in anteprima questo giovedì, 30 novembre, alle 18.30 presso la libreria Babele in via San Nicolao 10 a MILANO.

Poi il giovedì successivo, 7 dicembre, alle 21.30 presso il “Bar A Book” in via dei Piceni 23 (q.re San Lorenzo) a ROMA.

Non mancate!

 

postato da: matteobblog alle ore 18:03 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie:
giovedì, 23 novembre 2006

CHER SOTTO L’ALBERO

 

Due libri in un anno: non mi era mai successo. Eppure, prima che il 2006 si concluda, torno di nuovo in libreria, e stavolta lo faccio con una favola. Si intitola “Tu Cher dalle stelle” ed è una fiaba natalizia, ma alla mia maniera: riguarda un bambino di otto anni, Babbo Natale e la cantante Cher. Il racconto è pubblicato dalla casa editrice Playground e sarà in libreria agli inizi di dicembre. Farò un paio di letture per presentarlo, a Milano e a Roma. Vi fornirò poi i dettagli precisi. Per il momento, vi mostro la copertina.

postato da: matteobblog alle ore 11:27 | link | commenti (25) | commenti (25)
categorie:
mercoledì, 22 novembre 2006

READING AL M.E.I.

Domenica 26 novembre parteciperò, insieme a una serie di scrittori, a una giornata di letture all’interno del “Meeting delle etichette indipendenti” a Faenza. La manifestazione, dedicata alla musica e alla cultura indipendente, è giunta oggi al 10° anno con un vero boom di espositori e decine di iniziative, che dureranno l’intero weekend (per il programma completo cliccate qui).

Il M.E.I. si svolge presso il Centro Fieristico di Faenza, in Viale Risorgimento 1.

La sezione letteraria di domenica comincerà alle ore 13 presso la “Casa di booklet”: fra gli altri, parteciperanno anche Marco Mancassola, Gianluca Morozzi ed Enrico Brizzi.

Il mio reading è previsto per le 13.45 e sarà una lettura un po’ speciale, perché ad accompagnarmi ci sarà il cantante electro Damian and the puzzy france.

Se non avete programmi per domenica...

   

postato da: matteobblog alle ore 15:01 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie:
martedì, 21 novembre 2006

JARVISMO ESISTENZIALE
Sto attraversando un momento di particolare immersione in Jarvis Cocker. L’ex-cantante dei Pulp ha appena pubblicato il suo nuovo album solista, intitolato semplicemente “Jarvis”, che ho comprato ieri e mi sembra assai bello. Da qualche settimana è uscita inoltre la doppia edizione in formato deluxe di alcuni album classici dei Pulp, in particolare “Different class” (che è il più bel disco inglese degli anni ’90) e lo straziante “This is hardcore”. E tanto per fare cifra tonda, il nuovo disco di Charlotte Gainsburg (“5.55”), musicato dagli Air, ha i testi scritti da Jarvis in coppia con Neil Hannon dei Divine Comedy.
Insomma, sul mio impianto stereo non fanno altro che passare parole di Jarvis a ripetizione.
 
 
postato da: matteobblog alle ore 10:27 | link | commenti (13) | commenti (13)
categorie:
lunedì, 20 novembre 2006

QUELLI CHE
 
Quelli che hanno una bella casa, e te lo fanno notate.
 
Quelli che non sanno usare Internet perché “non gli interessa”.
 
Quelli che non hanno mai avuto una relazione stabile, però criticano la tua.
 
Quelli che non hanno mai viaggiato all’estero da soli.
 
Quelli che sono d’accordo a concedere pari diritti costituzionali ai gay, “però ci sono dei limiti”.
 
Quelli che non si sono lasciati mai andare nemmeno una volta.
 
Quelli che “io te l’avevo detto” e non ti hanno mai detto nulla.
 
Quelli che una volta fidanzati annullano la loro personalità individuale e fanno tutto solo in coppia.
 
Quelli che la pensano come vent’anni fa, e te la vendono come “coerenza”.
 
Quelli che non hanno mai scopato con uno sconosciuto.
 
Quelli che sul tram occupano un posto con la loro borsa.
 
Quelli che “io di certe cose non ne ho bisogno”.
 
Quelli che credono che la vita vera sia quella che conoscono già.
 
Ecco, a me questa gente fa paura.
postato da: matteobblog alle ore 16:17 | link | commenti (20) | commenti (20)
categorie:
mercoledì, 15 novembre 2006

PORTARIVISTE – EPISODIO UNO: “PANTA”
Un personale rammarico che nutro da sempre è vedere quanto poco siano lette (e considerate) in Italia le riviste letterarie. Spesso anche chi ama molto leggere (i cosiddetti “lettori forti”) non sa neppure della loro esistenza. Me ne sono reso conto personalmente quando mi capita di tenere lezioni in scuole di scrittura creativa: la maggior parte degli “alunni” (adulti aspiranti scrittori, che dedicano la maggior parte del proprio tempo alla letteratura) non ne hanno mai sentito parlare. Non sanno cosa sono, né dove si comprano.
Allora, sempre nell’ottica di ampliare il più possibile il respiro di questo blog, ho deciso di dedicare una nuova rubrica proprio a questo tema, cercando di illustrare i numeri in uscita delle riviste che a me paiono più interessanti.
Una nota tecnica: quando si parla di riviste letterarie, non ci si riferisce a pubblicazioni da edicola. Si tratta di uscite destinate alle librerie, spesso sotto forma di volumi veri e propri. In Italia non sono molte le librerie che dedicano uno spazio alle riviste. La catena Feltrinelli però lo fa. La prossima volta che entrate in una Feltrinelli, provate a dare un’occhiata allo scaffale destinato a queste pubblicazioni. Potreste fare scoperte interessanti.
 
Per questa prima puntata, ho scelto di presentarvi un classico delle riviste italiane, “Panta”, di cui è uscito in questi giorni il numero 25.
“Panta” nasce su modello della celebre e prestigiosa rivista inglese “Granta”. Fondata negli anni ’80 da PierVittorio Tondelli e pubblicata da Bompiani, sin dall’esordio ha avuto un’impostazione monotematica: ogni numero è dedicato a un soggetto che viene esplorato dagli autori sia sotto forma di racconti, che di brevi saggi o interviste. Tra gli arretrati più interessanti, ne cito uno dedicato allo scorrere del tempo (ogni racconto era il diario di un mese della vita di uno scrittore), uno alla scrittura creativa, uno al cinema, uno alla musica, uno al calcio e uno ai giovani scrittori americani più promettenti.
Dopo i primi anni di uscite quadrimestrali, la rivista ha perso la sua regolarità e oggi arriva in libreria circa una volta all’anno. 
Il nuovo numero si intitola “Emilia Fisica”, è curato da Paolo Nori e costa 19 Euro. E’ un grosso volume di 380 pagine, ricco di fotografie ad opera dello stesso Nori. All’interno, un manipolo di autori di origine emiliana cerca di raccontare la propria terra, secondo curiose modalità: c’è la descrizione delle stazioni di ogni città (Bologna, Ferrara, Modena, Reggio, Piacenza, Parma); ci sono racconti sui grandi centri commerciali di periferia; ci sono interviste a gente comune su episodi di vita cittadina.
Io ho cominciato a leggerlo lunedì sera prima di dormire e quando ho spento la luce me ne ero già divorato metà. La lettura è così scorrevole e divertente che è un piacere. Su tutti, cito il disperato racconto di Ugo Cornia del giorno che è andato a comprare i Levi’s in offerta in un ipermercato (“E con una mano mi aggrappavo al muro”, pag. 13); l’esilarante analisi della stazione di Parma formulata da Marco Raffaini (“Dunque”, pag. 33); la conversazione con una certa Valentina Bigi sul suo tentativo (fallito) di aprire un centro culturale a Reggio Emilia (“Piccolo altro problema”, pag. 45) e le delicata passeggiata mattutina in bicicletta per il centro di Piacenza di Marco Bosonetto (“Non lasciateci soli”, pag. 127).
Se non avete mai letto una rivista letteraria prima, questo sarebbe un bel modo per cominciare.

postato da: matteobblog alle ore 12:52 | link | commenti (10) | commenti (10)
categorie:
martedì, 14 novembre 2006

NUOVO APPUNTAMENTO: CUNEO
Venerdì 17 novembre sarò a Cuneo per prendere parte al festival letterario “Scrittorincittà Duemielasei”. L’incontro al quale parteciperò si chiama “Passaggi sentimentali” e si svolgerà alle 18.30 presso il Centro Incontri della Provincia (la sede principale del festival), in via Dante, 41. Vi aspetto.
 
postato da: matteobblog alle ore 10:27 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie:
lunedì, 13 novembre 2006

¡QUE MOVIDA!
Reduce da un intenso weekend spagnolo. Sono stato a Madrid per presentare il cortometraggio “Cheesecake” al festival “LesGaiCineMad”. E’ curioso, ma credo che il corto stia battendo qualche record, dal momento che è il primo film assolutamente privo di contenuto gay che viene invitato ai festival cinematografici GLBT. Che avanguardia.
Comunque di Madrid diurna ho visto solo un ristorante fast-food cinese specializzato in noodles (non esattamente la tipica cucina locale, lo riconosco) e l’auditorium dove si svolgeva festival. Ero ospite di un bellissimo orso madrileno di nome Vidal che mi ha fatto da cicerone nella comunità bear locale, quindi ho trascorso il resto del tempo visitando una discreta sfilza di locali notturni, con esperienze non esattamente riportabili in questa sede.
Dal breve weekend però porto due tracce: ho comprato il nuovo cd+dvd di Fangoria, “El extrano viaje”, al solito baraccone e geniale, come dimostra il video del nuovo singolo "Criticar por criticar".
Poi una squisita perla da aggiungere alla mia raccolta di graffiti: in un bagno del caffè “XXX” una scritta che tradotta in italiano significa “Corpo Danone, cervello Danito”. Non era specificato a chi si riferisse, ma l’analogia è comunque strepitosa.
 
postato da: matteobblog alle ore 18:38 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie:
giovedì, 09 novembre 2006

PAPA DON’T PREACH
Che un Papa vistosamente effeminato come Ratzinger non passi settimana senza intervenire con accorate condanne contro l’omosessualità non è semplicemente sospetto, è proprio freudiano.
La cosa mi infastidisce (come cittadino laico, non come omosessuale), ma vabbé: lui faccia la Chiesa, io faccio la Società.
Che però il Papa chieda addirittura di CANCELLARE il Gay Pride che sta per svolgersi a Gerusalemme, a due giorni dalla manifestazione, non è solo fastidioso, è spaventoso e criminale.
Possibile che l’ossessione della Chiesa per il sesso (= l’unico strumento di controllo ancora rimastogli per soggiogare i fedeli) arrivi al punto da offuscare il disegno generale di pace che una simile manifestazione rappresenta in un punto tanto delicato del medio oriente?
E’ così difficile capire che istigare la comunità islamica all’odio verso gli omosessuali è rischioso e dannosissimo per l’intera società civile?
 
“How can they see the Love in our eyes
and still don’t believe us?
And if they don’t believe us now,
Will they ever believe us?”
The Smiths – “The boy with the thorn in his side”
 
 
postato da: matteobblog alle ore 09:12 | link | commenti (9) | commenti (9)
categorie:
venerdì, 03 novembre 2006

VIVAVOCE – EPISODIO TRE: MARCO MANCASSOLA
Continuano le interviste (informali ma esclusive) di questo blog. Oggi è il turno di Marco Mancassola, uno dei più acuti e celebrati giovani narratori italiani. Ha pubblicato due romanzi, “Il mondo senza di me” e “Qualcuno ha mentito”, un saggio sulla musica dance, “Last love parade” (tutti per Mondadori), e un libro di racconti, “Il ventisettesimo anno” (per minimum fax).
 
Visto che siamo su Internet, cominciamo da questo: hai un sito molto curato, che contiene anche un blog, e poi una tua newsletter. Trovi che la Rete sia un modo efficace per comunicare e avere un contatto diretto con i lettori?
Certo. Più che altro, un modo comodo. Ci sono persone che per qualche motivo sono interessate al mio lavoro: e io trovo il modo di far avere loro notizie.
Non appartengo, comunque, al partito della connessione totale. Stare connessi tutto il giorno significa avere una quantità enorme di distrazioni. Da quando esiste la rete, la capacità di concentrarsi della specie umana è scesa in picchiata.
Trovo la rete un mezzo efficace e promettente, che avrà sviluppi inimmaginabili e trasformerà sempre più la razza umana. Ma allo stato attuale, è anche un mezzo pericoloso. Su internet sono tutti scrittori, tutti giornalisti, fotografi, recensori. In realtà è una falsa democrazia, perché la democrazia non è lo stato in cui ognuno dice qualcosa solo perché ha il mezzo, bensì lo stato in cui ognuno trova il mezzo di dire ciò che ha da dire. Il contenuto precede il mezzo. Con internet, invece, l’impero della chiacchiera inutile si estende senza controllo.
 
Una caratteristica che mi ha sempre colpito molto dei tuoi libri è il tema ricorrente della morte. è un soggetto che i giovani narratori trattano assai raramente (forse anche per semplici ragioni anagrafiche). In te invece è quasi una costante. C’è una ragione precisa?
Non lo so. Non trovo ci sia molto altro di interessante di cui scrivere. Anche se la sfida è scriverne in modo sempre più sfaccettato e diverso: drammaticamente, ironicamente, esplicitamente, cripticamente, realisticamente, fantascientificamente…

 
In “Last love parade” hai trovato una formula decisamente originale, mischiando un saggio sulla musica dance a una sorta di autobiografia, quasi a sovrapporre il fenomeno generazionale all’esperienza individuale. Come sei arrivato a concepire questa combinazione?
Intanto devo dire che scrivere quel libro è stato divertente. Documentarmi, andare a intervistare dj, rileggere i vecchi diari di quando da ragazzo giravo i rave, riparlare con gli amici dei vecchi tempi… Parlare della musica dance, e in particolare della musica dance degli anni 90, significava per me sovrapporre vari aspetti: ricostruzione della storia musicale, storia sociale e del costume, e storia personale. Quindi è stato inevitabile mischiare il registro saggistico a quello narrativo-autobiografico. Fin da subito è stata una storia epocale, e insieme personale.
 

Sempre in “Last love parade” affronti senza false ipocrisie il rapporto esistente fra un certo tipo di musica dance e le droghe chimiche. Hai avuto problemi per questo? Critiche, censure, contestazioni?
Qualche contestazione alle presentazioni. Qualche mail scandalizzata. Il fatto che io dia per scontato che ognuno possa drogarsi come gli pare, lascia irritati certi lettori anche giovani. La mia posizione profondamente antiproibizionista (ma non per questo propagandistica: parlo degli aspetti interessanti, ma anche di quelli terrificanti delle droghe) non è mai stata un segreto, né in questo libro né negli altri.
Antiproibizionismo, per me, è riconoscere che l’alterazione chimica della propria coscienza è da millenni un fatto della cultura umana: ha aspetti ludici ma anche rituali, mistici, esistenziali. Inutile pensare di rimuovere un fatto così radicato con leggi da sceriffo. Antiproibizionismo è anche promuovere una conoscenza critica delle sostanze, sapere che non tutte sono uguali, e che in giro c’è molta merda. I ragazzini (ma a volte anche i quarantenni) che si sparano a caso qualsiasi tipo di intruglio chimico non stanno esercitando la loro libertà: stanno solo tappando i buchi della loro noia esistenziale. Mi spiace per loro. La droga dev’essere anzitutto consapevolezza. Così come si cerca di evitare i cibi scadenti pieni di sostanze chimiche, allo stesso modo si devono evitare le droghe scadenti –che purtroppo sono ormai la maggior parte.
 
 
Hai pubblicato quattro libri e ti sei già cimentato con diverse forme di narrazione (due romanzi, i racconti, il saggio). A cosa stai lavorando adesso?
Ho appena fondato una band. Una specie di ‘band creativa’: uno scrittore, due musicisti, due artisti. La band si chiama Louis Böde ed esordirà a inizio anno nuovo con un progetto triplice: libro illustrato, EP musicale, videoclip d’animazione. Si tratterà di storie piuttosto cattive. Fiabe crudeli e malinconiche. Tema: la rivoluzione oggi. Credo che questo sia il momento giusto per tornare a immaginare la rivoluzione. La gente sembra talmente rassegnata, e sembra esserci un tappo inamovibile tra noi e ogni ipotesi di cambiamento. Immaginare modi di rimuovere quel tappo, è uno dei compiti dei narratori.
postato da: matteobblog alle ore 15:06 | link | commenti (11) | commenti (11)
categorie: