IL RITORNO DI ‘tina
Incredibile ma vero, prima che si chiuda il 2006 arriva un nuovo numero di ‘tina, la mia rivistina di letteratura su internet. Due numeri in un anno è un piccolo record, ma sono felice soprattutto per la qualità dei racconti contenuti, secondo me tutti di ottimo livello. Una lettura ideale dunque per questi giorni di vacanze natalizie. E come sempre devo ringraziare quella santa della mia webmaster, Laura Biagiotti, che invece di cullare il suo bambino passa le notti a mettere la mia rivista on line (Laura, credimi: ti sei assicurata il paradiso).
Non indugiate, dunque: concludete bene l’anno, regalatevi una ‘tina!
La trovate cliccando qui.

CHRISTMAS READING FRENZY
L’arrivo delle vacanze natalizie per me coincide generalmente con un periodo di iper-lettura. Posso finalmente concedermi quei libri che tenevo sul comodino e non riuscivo a prendere in mano perché costretto ad altre letture per ragioni di lavoro. Così, col Natale, mi scateno. Nell’ultima settimana ho divorato le seguenti cose: l’interessante romanzo “Ti credevo più romantico” di Antonio Iovane (Barbera editore), che è una storia dell’Italia attraverso l’epopea di un comico televisivo; il sorprendente e geniale “Tutti i miei amici sono supereroi” del mcswweneysiano Andrew Kaufman (Meridiano Zero), favola postmoderna nella quale i supereroi hanno il potere di esacerbare le caratteristiche umane; il testo teatrale “Jimmy Creatura di sogno” della drammaturga canadese Marie Brassard (pubblicato da Il principe costante); i racconti brevissimi dell’antologia americana “Flash fiction forward” (della casa editrice Norton di New York), una raccolta dedicata al meglio delle short-short stories (ottanta racconti mai più lunghi di tre pagine); e infine ho affrontato per la prima volta “La vita agra” di Luciano Bianciardi (dall’Antimeridiano pubblicato da ISBN editore): colpevolmente non avevo mai letto Bianciardi e l’ho trovato incredibilmente moderno.
Adesso mi sto dedicando al nuovo volume della serie “Best American non-required fiction 2006”, come sempre curato da Dave Eggers. E’ una raccolta di pezzi usciti su riviste, siti, blog e fanzine (appunto letteratura non ufficiale, “non-required”). E’ la mia antologia americana preferita, la compro tutti gli anni. Mi piace per la varietà dei materiali che comprende: racconti, articoli di giornale, pagine di diario, fumetti, stralci di sceneggiatura. Una miscela eterogenea che ben si adatta alla struttura confusiva e compulsiva della mia testa.

MIRACOLI A NATALE
Mi sento assolutamente in dovere di ringraziare tutti per l’accoglienza che avete tributato alla mia favola natalizia e alle sue letture pubbliche.
Il volumetto è andato esaurito un po’ ovunque, superando ogni aspettativa. Ma è stata soprattutto l’atmosfera di calore e affetto delle presentazioni a rendermi felice. Sono ancora meravigliato per la folla incredibile che si è radunata a Roma, malgrado il blocco del traffico di quella sera. So che per molti è stato arduo raggiungere la libreria e pertanto ho apprezzato ancora di più lo sforzo. Anche per le decine di persone rimaste in piedi o sedute per terra a Padova devo il mio ringraziamento (avete finito i libri PRIMA che iniziassi la lettura: questo non mi era mai successo! E’ un record). E a Milano chi ha sfidato l’infelice orario da ingorgo per arrivare in libreria (anche qui esaurendo le copie).
Ci sono poi persone che con alcuni gesti mi hanno davvero sbalordito. C’è stato chi è arrivato con un cabaret di pasticcini per tutti; chi ha letto la favola alla scuola elementare dove insegna; chi aveva scoperto e letto “Generations” quello stesso pomeriggio e a sera si è presentato con una copia su cd della colonna sonora, realizzata da lui; chi ha portato le sue fanzine, sapendo che adoro il genere; chi si è presentato come “Mao”, dicendo che “Esperimenti” era la sua storia (e cancellando con un solo gesto decine di fastidiose allusioni sul tono di «Ma tu davvero ritieni che queste storie possano accadere?»); chi è venuto alla lettura di Milano e poi è venuto anche a quella di Roma; chi si è fatto ore di macchina per raggiungere Padova o Matelica; chi ha letto ad alta voce la fiaba ai suoi amici (in auto, sul divano o alla cena natalizia); e persino chi si è inginocchiato di fronte a me per ringraziarmi di aver scritto “Esperimenti” (io sono benedetto dal cielo, lo so. A quanti altri scrittori capita che i lettori si genuflettano? Citando Almodovar: “Cosa ho fatto io per meritare questo?”).
Quando dico che non so come ringraziarvi non è una frase fatta. Davvero mi chiedo: come è possibile ricambiare simili manifestazioni di calore?
Stanotte ho scritto a Cher per chiederle che realizzi tutti i vostri sogni.
Spero davvero che lo faccia.
Senza dubbio voi l’avete fatto con me.
ANCORA JARVIS
Qualche settimana fa ho scritto un post sull'ultimo album di Jarvis Cocker. A conferma di quanto detto, ecco qui il nuovo video. Eccezionale, uno dei migliori dell'anno. Adoro quest'uomo.

TU CHER OFFICIAL PARTY
Giovedì sera a partire dalle 23 presso il G-Lounge in via Larga 8 a Milano ci sarà un party natalizio ispirato a “Tu Cher dalle stelle”. L’ingresso è gratuito e ci saranno sia Babbo Natale che Cher in persona (vabbé, più o meno) a cui consegnare le proprie letterine natalizie. In console il dj Francesco Belais, già pronto a infilare un remix di Cher tra un brano e l’altro. Venite, brindiamo, balliamo e ci scambiamo gli auguri.

READING A PADOVA
Mercoledì 20 dicembre alle ore 21 presso il Bakkano Drink Kafé in via Tiziano Aspetti,
UN LIBRO OTTIMO, ANZI SUPERPESSIMO
Da alcune settimane è in libreria un volume a cui sono piuttosto affezionato, avendone curato l’edizione italiana. Si tratta del primo libro dello scrittore americano Ben Greenman, intitolato “Superpessimo”. Greenman è un autore geniale del gruppo americano di “McSweeney’s” e questo suo libro è stato addirittura uno dei primi due titoli che la casa editrice di Dave Eggers abbia pubblicato al momento della sua apertura. Spiegare cosa sia esattamente “Superpessimo” non è facile, perché più che un normale libro è quasi un frullato letterario dove è finito di tutto. L’autore passa disinvoltamente dalla forma del racconto a quella del saggio sino a quella della canzone pop. Un racconto è composto dai giudizi che tutti i personaggi hanno su una certa Dolores, un altro racconto descrive la scena di lotta fra due lottatori con lo stesso nome (quindi è impossibile distinguerli!), un altro ancora è costituito esclusivamente dalle ipotetiche recensioni del libro stesso. Greenman si diverte a spiazzare il lettore continuamente, alternando un tono da scrittore classico russo del secolo scorso a quello del giovane narratore americano postmoderno, passa da temi profondi a stravaganti sciocchezze nel giro di una pagina.
Il mio racconto preferito, quello che mi ha fatto innamorare del libro al punto da spingere la Baldini Castoldi Dalai a pubblicarlo in Italia, è quello intitolato “Avvicinarsi all’avvicinismo”, un finto saggio su un ipotetico artista parmigiano le cui opere sono riproduzioni esatte di stampe, modificate in un solo particolare. Per esempio, la copia del menu di un ristorante in cui varia solo il prezzo di una zuppa.
Altrettanto fulminanti i “frammenti” di musical che Greenman ha inserito nel libro: il musical sulla Microsoft, quello su Ivanka Trump, quello sul virus della SARS. Esilaranti.
Il libro negli USA è uscito in due versioni differenti (“Superbad”, la prima in hardcover, e “Superworse”, la ristampa tascabile), però con contenuti differenti. In accordo con Greenman per questa edizione italiana abbiamo unificato le due versioni, creandone in pratica una esclusiva per il nostro paese, con anche brani inediti in America.
Che Greenman ami stravolgere le regole si deduce anche dal suo sito, dal design identico a quello di una banca. Il visitatore impiega un po’ a capire che è il sito di uno scrittore.
Detto questo “Superpessimo” non è un libro facile e immediato. So dall’ufficio stampa Baldini che molti recensori non sanno neanche da parte prenderlo (infatti non ne parlano). Non che la cosa mi sorprenda.
Ma sono convinto che sia uno di quei testi che per qualche lettore dai gusti non convenzionali possa essere folgorante.
Se siete in giro per librerie durante gli acquisti natalizi, provate a dargli un’occhiata.

FINALMENTE, LE MARCHE
Nel corso di questi anni da girovago su e giù per la penisola per presentare i miei libri non mi era mai capitata l’occasione di recarmi nelle Marche (e diversi lettori di quella zona se ne sono lamentati). Chiedo scusa per l’involontario razzismo geografico e pongo rimedio questo fine settimana con un doppio appuntamento presso la Fiera dell’editoria “Libriamo” che si svolge a Matelica, in provincia di Macerata. Sabato 16 alle ore 17.30, a Palazzo Ottoni presenterò “Esperimenti” e la sera, alle 23, farò la lettura integrale di “Tu Cher dalle stelle”. Spero di vedervi.
Trovate info e programmi su www.libriamo.marche.it
LA PREGHIERA DI MARTINA
Ricevo questa mail accorata da parte di un'amica (la traduttrice Martina Testa). Ammetto che di inviti alle presentazioni letterarie ne ho avuti a centinaia, ma nessuno tanto appassionato. Martina si preoccupa soprattutto di uno sciopero che al momento pare scongiurato, tuttavia mi sento in dovere morale di diffondere il suo messaggio (e ovviamente di andare alla presentazione).
amici e amiche,
mercoledì sarò a milano per presentare un libro di minimum fax che ho tradotto e a cui tengo molto. si chiama IL MUSEO DEI PESCI MORTI ed è una raccolta di racconti di uno scrittore americano, Charles D'Ambrosio. secondo me è un libro bellissimo. chi di voi mi conosce un po' meglio sa che, nonostante la mia fedeltà all'azienda, di alcuni libri di minimum fax mi capita anche di dire senza mezzi termini che sono "una palla", "una roba invendibile", "niente di che" ecc..., insomma, che non vado perennemente a strombazzare le virtù delle cose che pubblichiamo. questo, però, è un libro in cui credo particolarmente, e vorrei davvero che un sacco di gente lo leggesse e lo regalasse.
ecco, abbiamo invitato in Italia Charles D'Ambrosio e io e il mio amico scrittore Paolo Cognetti presenteremo il suo libro a milano
MERCOLEDI' 13 dicembre ore 19
alla libreria SULLA STRADA
via piero della francesca 22
e con questa mail (che potete inoltrare a chi volete, ovviamente) vi invito a venirlo a sentire. mercoledì però c'è il megasciopero di tutti i mezzi, lo so. lo so che per tanti di voi sarà difficile venire. vorrei poter pagare il taxi a tutti, vorrei passarvi a prendere uno per unoi con un pulmino, perché mi dispiace troppo che uno scrittore bravo come D'Ambrosio abbia viaggiato da un capo all'altro del mondo (viene dall'Oregon) solo per avere la sfiga di beccare il giorno dello sciopero e trovarsi di fronte una platea vuota; purtroppo però l'unica cosa che posso fare è mandarvi due piccoli assaggi del libro che ho tradotto. se vi piaceranno, se avrete a disposizione un motorino, una bici, una macchina, i soldi per dividere il taxi con qualche amico/a curioso/a, o la voglia di farvela a piedi, spero davvero di vedervi in libreria.
ciao e a presto
martina

SEMPRE FERMI LA’
Stamattina mentre facevo colazione mi è capitato di guardare un frammento di “Uno Mattina” (veramente stavo guardando lo show promozionale di “Giorno e Notte diet system” su All Music, con tutti questi testimonial che dichiarano allegri di aver perso 28 chili, ma purtroppo è terminato, così ho finito per girare su Rai Uno). L’ospite della conduttrice era lo scrittore Giorgio Montefoschi che annunciava l’inizio di una nuova trasmissione sui libri, a partire da stasera sul digitale terrestre. Io al digitale terrestre sono contrario per questioni ideologiche, perché
Montefoschi ha spiegato l’importanza di dedicare una trasmissione al mondo dei libri, di cercare di accostare il pubblico alla lettura, di superare la triste media nazionale (il 55% degli italiani non legge neppure un libro all’anno). Tutti discorsi sacrosanti e condivisibili.
A quel punto la bionda conduttrice (ed ex-grande fratella) Eleonora ha chiesto allo scrittore quale romanzo avrebbe consigliato di leggere ai giovani e Montefoschi, senza un attimo di esitazione, ha risposto “Guerra e pace”. Mi è caduta
Lo so, adesso ci sarà subito qualcuno che vorrà specificare che Lev Tolstoj è un maestro e “Guerra e pace” un capolavoro. Risparmiatevi la fatica, ne sono consapevole. Ma trovo che far leggere a un giovane un romanzone di Tolstoj spacciandoglielo come lettura ideale, sia un modo eccellente per allontanarlo definitivamente dall’interesse verso i libri. Così come sarebbe letale mostrare “
Non è partendo dai capolavori che si attraggono i lettori in erba: è avvicinandosi al loro mondo e ai loro reali interessi che lo si può fare. Ai capolavori arriveranno in seguito, da lettori consapevoli.
Più che da Rai Futura, “Guerra e pace” è una risposta da Rai Passato Remoto.
Sono uscito di casa abbacchiato e di malumore, proprio come uno dei testimonial di Giorno e notte prima di aver perso i suoi venti chili di troppo.
