Matteo B Blog

Il quaderno dei pensierini di Matteo B. Bianchi
domenica, 17 giugno 2007

DISCO FRISCO

 

Sono in partenza: domani all’alba volo a San Francisco per seguire il Frameline Film Festival e per scrivere un reportage per Rolling Stone. Starò via una settimana e non sono certo di poter postare degli interventi da là (con Splinder non si sa mai), ma ho la seria intenzione di realizzare un filmato, dopo il tentativo esplorativo compiuto al Mi Ami (che ancora non mi decido a rendere visibile). Adesso credo di aver capito come si gira e come si monta un breve documentario e voglio mettere a frutto l’esperienza.

Prima di andarmene però un paio di cose. Una è una segnalazione e riguarda la serata milanese organizzata da tre amici scrittori: Valerio Millefoglie, Paolo Cognetti e Ivano Bariani (tutti e tre autori di un libro con la parola “Manuale” nel titolo) che il 27 giugno leggeranno estratti dai rispettivi volumi in un reading chiamato “La grande opera manualistica del XXI secolo”. Trovate le info qua.

Secondo, sono davvero felice per l’esito del Gay Pride di ieri: un milione di persone (come il Family Day, o anche di più) SENZA aver la sponsorizzazione di Chiesa, Stato e TV: questi sì che sono segnali incoraggianti (i commenti a posteriori ascoltati oggi nei telegiornali mi fanno tornare a piangere, ma adesso non voglio pensarci. Ho tutto il tempo di deprimermi a San Francisco, mettendo a confronto le loro conquiste civili con le nostre). Bye bye.

 

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sabato, 16 giugno 2007

PORTARIVISTE – EPISODIO TRE “SPECIALE INDIE”

 

Torno a occuparmi delle riviste di narrativa italiana segnalandovi due ottimi esempi di riviste giovanissime (nel senso di nate da pochi mesi) e totalmente indipendenti, che hanno in comune il fatto di non essere in vendita in libreria, ma di godere di una distribuzione autogestita.

 

La prima è “Eleanore Rigby”, il cui pomposo sottotitolo recita addirittura “Il più grande pamphlet letterario del mondo”. Stampata a Bologna, la rivista è giunta ora al secondo numero, dopo il grosso interesse suscitato dal numero iniziale (uno dei racconti contenuti è stato incluso nell’antologia “Voi siete qui” di minimum fax come uno dei sedici migliori esordi narrativi dell’anno, dici poco!). In questo numero due, intitolato “Chinese Democracy” come il tanto annunciato nuovo album dei Guns’n’Roses che non è mai uscito, spicca a mio avviso il fulminante racconto “Dio e le carote” di Marco Rossari. I ragazzi di “Eleonore Rigby” ogni tanto organizzano delle feste-reading dove distribuiscono la rivista con spirito assai goliardico (mi si dice). Per sapere quando sarà la prossima o per ricevere il volumetto a casa, date un’occhiata al sito www.eleanorerigby.com

 

Arriva invece da Torino la seconda proposta, che non vuole definirsi rivista, ma preferisce l’appellativo di “taccuino letterario”. Si chiama “portosepolto” (p minuscola) ed è distribuita gratuitamente nei locali della città. Contiene sia racconti di autori giovani che affermati scrittori (nel numero zero c’è un racconto inedito di Gianluca Morozzi, per dire), ma anche interviste e recensioni. Per chi non abita a Torino ma vuole riceverne una copia, può scrivere a infoportosepolto@gmail.com, oppure visitare la loro pagina MySpace.

 

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venerdì, 15 giugno 2007

LAST DAY

Stasera va in onda l'ultima puntata di "Dispenser" dell'anno, l'ultima che vede la mia partecipazione in veste di autore. Del mio addio vi avevo già informato, dell'addio del conduttore Matteo Bordone potete leggere qui o ascoltare stasera su RadioDue alle 20.35. 

Vabbé, concedeteci un po' di commozione.

 

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lunedì, 11 giugno 2007

MI AMI ANCORA?

 

Sabato sono andato al MI AMI, il festival della musica indipendente che si svolge da alcuni anni a giugno all’Idroscalo di Milano. Dopo il reportage dell’anno scorso per questo blog, stavolta ho voluto tentare un esperimento, mi sono portato la videocamera e ho provato a realizzare delle veloci interviste con alcuni dei presenti, fra cantanti ed espositori. Da qualche settimana infatti ho comprato una videocamera usata e un MacBook. Sto dunque sperimentando sia le riprese che i software per il montaggio video. Il risultato di questo primo tentativo è piuttosto approssimativo (e non poteva essere altrimenti). Magari nei prossimi giorni lo metto comunque on-line, a titolo di pura curiosità.

Per quanto riguarda il festival, devo segnalare alcuni gruppi che ho scoperto in questa occasione: i riminesi Fitness Pump, autori di due splendide canzoni (“Pum pim pam” e “Rimini”), che potete scaricare direttamente qui dal sito della loro etichetta, la Tafuzzy records: i giovanissimi bolognesi My Awesome Mixtape, dei quali è disponibile gratuitamente per il download il primo ep sul sito della net label Kristen's Postard, a questo link (la mia preferita è “The painter and the anthropologists”) e infine il musicista di Pordenone Arnoux. Ascoltate e fatemi sapere.

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lunedì, 11 giugno 2007

IL RITORNO DI ROISIN

Ma quanto è bello "Overpowered", il nuovo singolo di Roisin Murphy? E quanto è strepitoso il video?

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sabato, 09 giugno 2007

VELODROMO PAOLO NORI

 

Ho appena terminato di leggere il nuovo romanzo di Paolo Nori, il che non è una gran notizia, dal momento che leggo tutti i libri di Nori. Eppure stavolta, chiuso il volume, ho pensato che è proprio una benedizione che ci sia un Paolo Nori nel mondo della letteratura, e non solo italiana, ma in generale.

Perché Nori sta portando avanti un esperimento narrativo che non ha reali precedenti: i suoi romanzi (nella quasi totalità) sono testi di fortissima matrice autobiografica, che escono con cadenza annuale, permettendo al lettore di seguire lo svolgimento della sua vita passo dopo passo. Benché tutti contrassegnati dall’inconfondibile stile dell’autore (una lingua ricalcata sul parlato emiliano che acquista ancora più fascino se ascoltata in viva voce durante un reading), ogni volume ha una caratteristica che lo rende unico nella serie.

 

Quest’ultimo romanzo, in particolare, intitolato “La vergogna delle scarpe nuove” (Bompiani, 16 euro), ha una struttura incredibile. Consiste infatti di una singola riga, questa: “A pensarci, è una cosa talmente evidente, che non c’è bisogno di scrivere niente”. La frase è però preceduta da un prologo di novanta pagine ed è seguita da un epilogo di altre centotrenta pagine. In queste due ampie sezioni d’apertura e di chiusura Nori racconta la fine del rapporto con la sua compagna, alternando ironia e struggimento con una misura perfetta.

 

Comunque si vede che questa lettura mi ha davvero coinvolto. Ieri sera ero in locale e c’era un manifesto appeso con la scritta “Velodromo Paolo Nori”. Hanno intestato un velodromo a Nori? Mi sono chiesto incredulo. Sono andato più vicino e ho letto meglio. Era “Velodromo Parco Nord”. Ah, volevo ben dire. Però, onestamente, se gliel’avessero intestato sul serio ne sarei stato contento.

 

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giovedì, 07 giugno 2007

MYSPACE ODDITY

Da alcuni mesi anch'io (come tutto il resto del pianeta) ho una pagina su MySpace. Solo che mi ero dimenticato di annunciarlo qui sul blog. Non che mi sia chiarissimo a cosa serva, però è divertente. Se volete che diventiamo amichetti virtuali l'URL della pagina è (assai prevedibilmente):

www.myspace.com/matteobb

Ci vediamo nell'iperspazio.

 

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mercoledì, 06 giugno 2007

GOLDEN FESTIVAL

Domani sera (giovedì) alle 21 durante l'ultima serata del Festival Internazionale di Cinema Gaylesbico e Queer Culture di Milano, presso il Teatro Strehler, ci sarà la proiezione del cortometraggio "Golden Hays". Alla presentazione interverremo io, il regista Max Croci e la protagonista Justin Mattera. Vi aspetto.

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venerdì, 01 giugno 2007

UN MICRORACCONTO PER L’UNITA’

 

Il disegnatore Marco Petrella sta realizzando un’originale raccolta: ha chiesto a numerosi autori, italiani e stranieri, di scrivere un microracconto. Lui poi trasforma il testo in una vignetta che viene pubblicata settimanalmente dal quotidiano “L’unità”, sia nella versione cartacea che quella on-line. Le varie tavole verranno infine raccolte in un libro. Anch’io sono stato invitato a partecipare all’iniziativa. Il mio racconto, illustrato da Petrella, uscirà lunedì sul quotidiano e ed già on line qui.

Intanto vi anticipo il testo: 

 

“SENTIRSELO DIRE”

 

Silvia stava con Emanuele da tre anni quando parlarono per la prima volta di matrimonio. Fu lei a parlarne, in verità. Non usò proprio il termine “matrimonio”: parlò invece di futuro, di progetti, di vita comune. Emanuele sorrise, ma non rispose.

Le amiche di Silvia erano già sposate o si stavano sposando. A Silvia sembrava che la storia con Emanuele fosse caduta in un limbo di consuetudini, che fosse venuto il momento di fare il passo decisivo.

La volta successiva che affrontò l’argomento la usò la parola “matrimonio”.

Emanuele non sorrise più. Disse: - Silvia, mi dispiace, io non sono pronto -.

Poi, semplicemente, sparì.

Le amiche le confidarono di averlo visto in giro con un’altra.

Silvia si chiuse in casa. Per alcune settimane non fece nulla. Poi cominciò la sua opera: lo chiamava in continuazione, in ufficio, a casa, sul cellulare. Solo il tempo di sentire la sua voce e riagganciava.

Non era molestia, non era tortura, non era vendetta, né ossessione.

Era solo un desiderio effimero, realizzato per pochi istanti, ma ogni volta.

Silvia chiamava per la sola parola che voleva sentirsi dire da lui.

 

Pronto.

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