LA SINDROME DEL COMPLETISMO (E IL MISTERO DEI POST SCOMPARSI)
Io credo che il mercato discografico mi conosca bene. Intendo proprio me, personalmente. Ogni tanto nelle case discografiche fanno queste riunioni in cui decidono quali dischi ristampare, con la consapevolezza che un acquirente fisso ce l’hanno di sicuro. E quando affermano questo pensavo esattamente a me.
Il fatto è che io ho questa sindrome, che probabilmente ho solo io e quindi non ha un nome generico, ma suppongo che se l’avesse sarebbe il “completismo”. Si tratta di una branca particolare del collezionismo e si manifesta con il bisogno di acquistare l’intera produzione di ogni singolo artista. Cosa distingue allora un collezionista da un completista? Un collezionista ama una star in particolare e tende ad accumulare ogni oggetto che la riguardi: dischi (magari con copertine ed edizioni diverse), dvd, poster, foto. Un completista (io) se ne frega dei materiali extra-discografici e delle diverse copertine. Quello che vuole è raccogliere tutte le incisioni: album, remix, b-sides, in modo da possedere veramente ogni canzone del cantante in questione. E ciò che è peggio, non limita la sua ossessione a un solo artista, ma a TUTTI quelli che vagamente gli piacciono.
Facciamo degli esempi. L’anno scorso la ZTT ha pubblicato un cd triplo del gruppo degli Act, un progetto musicale minore degli anni ’80, di scarso successo. Però nella tripla raccolta era presente ogni singola loro incisione, dai brani ufficiali ai demotape. Il completista che è in me è andato in estasi. Certo, il disco con i demotape degli Act non lo ascolterò mai, ma che importa? Li possiedo, e sono in pace.
Ora scopro che la Sony ripubblica tutto il catalogo di Adam Ant e che ogni disco comprende un bel numero di brani extra (pare che il cd di “Friend or foe” conterrà qualcosa come dodici canzoni IN PIU’ rispetto al disco originale). Anche David Bowie ripubblica i suoi ultimi album (da “Outside” in poi) in versione doppia con un disco extra di remix e rarità. Stessa cosa faranno i Cure con TUTTI gli album della loro carriera. Il primo (“Three imaginary boys”) è già uscito e costa ben 25 euro.
La domanda è: ma io che interesse ho ad ascoltare oggi le canzoni incise e scartate dai Cure nel 1979? Risposta: nessuno, o quasi. Ma credete che questa consapevolezza riuscirà a trattenermi dal comprarlo?
Aiuto. Io sono malato. Aiuto.

PS Questo post e i suoi relativi commenti precedenti sono scomparsi perché io, accidentalmente, li ho cancellati mentre inserivo un nuovo post. Chiedo perdono. Come direbbe Claudia Mori: Non succederà più.
